Guida pratica all’accensione del Riscaldamento®

E’ andata più o meno così:

Fa freddo, no?

Fa freddo, no?

 

“Crici® (–>alcuni chiamano il proprio compagno “Amore”, io lo chiamo “Crici”, abbreviazione di “Criceto”) io ho freddo, accendiamo il riscaldamento?”

Perchè, pensate sia una cosa facile? IO SI! Lo pensavo! Grande ignoranza! Ma il “Riscaldamento” è subdolo, ti coglie di sorpresa con il suo manuale grande come il “Il Signore degli Anelli”, scritto come un libro di Fisica quantistica misto ai quiz di Cosmopolitan e quando pensi “cosa ci vorrà mai ad accenderlo?”, sferra il colpo finale con la “modalità Party”. CHE CACCHIO E’ LA “MODALITA’ PARTY”?!

Terrore e traggedia.

“Criciiiiiiiiiii tu che sei un super informatico aiutamiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii” (urlo della pulzella in pericolo)

Il super Adone® entra in modalità: super informatico che legge 12 manuali tutti insieme in 18 lingue diverse. Si alza, lo affronta. Fissa lo schermo del computerino del Riscaldamento, fissa il manuale, io fisso lui, io fisso il computerino, io penso “accenditi!”, lui torna a fissare il manuale e poi tocca un tasto: BIP!

“Amore, ho sincronizzato tutti i giorni con un programma personalizzato. Se per caso un giorno hai freddo puoi mettere la modalità manuale, ok?”

“Ah ah…”

– – – – – – Una Settimana Dopo – – – – – –

A casa influenzata, lui in chat mi scrive:

“Amore, vanno i caloriferi?”

Io mi alzo, controllo, guardo lo schermino:

“C’è la LUNA sul COSINO!”

“Ah ok, allora sono in modalità mantenimento!”

– – – – – – Morale – – – – – –

Vivere con un informatico mi da molta sicurezza, soprattutto un informatico che ha decifrato il mio modo di esprimermi! 😛

Valezot

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Silent Hill

Si potrebbe pensare che sia un luogo tutto bianco e asettico, invece ha le pareti verdi nelle camere e i corridoi gialli. I letti sono blu, le luci notturne per vedere dove vai sono viola. C’è una gran quantità di bianco è vero, ma secondo me prevale il verde. E’ caotico, anche di notte, ci sono sempre rumori, scricchiolii, parole, a volte anche urla, suoni, sirene. E’ l’unico luogo dove il tempo ha un suo scorrere estraneo al mondo. Tutto è sempre attivo e in movimento, ci sono orari che pian piano diventano fissi, ore di sonno che diventano abituali, monotonie sempre diverse eppure sempre uguali.Avevo una finestra sul mondo, in camera. Mi sedevo sul davanzale e guardavo oltre al vetro, il sole mi scaldava e osservavo individui che camminavano guizzanti qua e la. Ogni tanto scorgevo facce conosciute, e aspettavo che arrivassero al quinto piano. La mia finestra sul mondo esterno, la mia televisione.Ero la Volpe del “Piccolo Principe”, ma forse, lo sono ancora.