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RETROSPETTIVA sul TURISTA

Da poco tornata nella mia sontuosa località Milanese mi ritrovo a fare il punto della situazione dei ricordi vacanzieri. Or dunque mi sovviene il ricordo dei vari tipi di turisti che incontrai.

Il turista è differente a seconda del paese da cui proviene (ma và?!), ma le “macchiette” turistiche sono 5: l’Americano, il Francese, il Tedesco/Inglese , l’Italiano e il Giapponese.  Queste 5 categorie non riguardano necessariamente lo stato al quale il turista appartiene, ad es. un Italiano può far parte della categoria “Americano” e così via. Ovviamente le categorie hanno codesti nomi in quanto principalmente le persone di un tal paese si comportano turisticamente come la loro categoria, ad esempio gli Italiani di solito si comportano come Italiani… ok, è scontato, lo so! Grazie ora alla velocità WARP andrò a elencarvi le varie caratteristiche Turistiche (si potrebbe creare un GDR con le CLASSI-TURISTICHE… ok, sono nerd, torniamo a noi!):

1) CLASSE TURISTICA 1: “L’AMERICANO”. Si differenzia dagli altri, in quanto, adeso sulla tua testa c’è sempre un modello di cappello. I principali copricapi sono: il cappellino di cotone con visiera prevalentemente di colore blu, bianco o bianco e blu; il panama di paglia bianca o beige con striscia di cotone blu o bianca. Il cappello ha la principale funzione di riparare dal sole il naso e far raggiungere al cranio una temperatura di circa 500°C per fare in modo che il cervello si fonda completamente e in questo modo si perda la percezione del caldo e della fatica. Tuttavia il copricapo non è sicuro che ripari del tutto dal sole, quindi il turista entra in possesso di occhiali da sole, prevalentemente Ray-Ban (modello a goccia per gli anziani, nuovi modelli per i giovani) dalle lenti a specchio e dalla montatura nera o dorata. Sempre sobri eh. Al collo di ogni individuo che sia bambino o adulto, c’è una macchina fotografica. Quest’anno c’è stato il boom delle reflex per gli uomini e delle micro digitali rosa per le donne.

Tutti poi sono agghindati dalla classica t-shirt bianca, le scarpe da running della nike e i bermuda blu, cachi o altri colori da veterano esploratore della foresta pluviale (no, dico io, ma sei ad Atene, cioè, del macete non c’è proprio bisogno!). Come se non bastasse ognuno ha uno zainetto e dell’acqua sempre a portata di mano. Il top si raggiunge con la famiglia di 4 persone agghindata ognuno con: maglia bianca, bermuda blu, scarpe della nike bianche, cappellino con visiera blu, ognuno con macchina fotografica (mamma e papà reflex e bimbi mini digitale, di cui il bambino blu e la bambina rosa) e marsupio (papà e mamma marsupio con due porta acqua e bimbi marsupio con un porta acqua) e ovviamente lo zaino.

Una volta che avrete tutti questi comodi accessori pensati per un improvvisa guerra nucleare, perchè ovviamente si sa che potrebbero scoppiare quando meno te lo aspetti, sarete pronti per partire all’esplorazione di una qualsiasi città Europea (perchè non sai mai cosa potresti affrontare in una città così lontana da Casa!)!

2) CLASSE TURISTICA 2: “IL FRANCESE”. Dal portamento sempre snob alla “Fleur Delacour ” e dagli abiti sempre molto chic e un po’ boemiene. Quest’anno tra le ragazze andavano molto le camicie a scacchi fermate da cintura a maniche lunghe (ma come fai con 40° sotto il sole a portare con cotale grazia una cosa così calda????????) e tra i ragazzi camicia bianca e mocassini. I pantaloni sono sempre corti e sempre stracciati! °_° Come sono Fashion, sembrano usciti da una pubblicità di H&M! :P

Le loro macchine fotografiche sono per lo più reflex o Laica, perchè si sa, il vintage va di moda! Una  volta che vi siete messi così in tiro, potete partire alla scoperta della città, ma attenti, non tutti si abituano a portare indumenti a manica lunga in modo così elegante, ci vuole allenamento! :P

3) CLASSE TURISTICA 3: “IL TEDESCO/INGLESE”. La carnagione bianca da mozzarellina che fa risplendere alla luce le loro pelli è spesso interrotta da chiazze rosse principalmente sulla faccia. La cosa non viene impedita nemmeno se si usano oli, unguenti, cappelli o quanto altro serva per proteggersi dal sole. Anche se la cosa è provata scientificamente e risaputa, loro continuano ad agghindarsi in vari modi per evitare la cosa. Così avremo la signora con cappello immenso di paglia, quella con turbante, quella con foulard e cappello e quella con il dolcevita (!!!). Tutto rigorosamente accompagnato da abiti che appaiono tende (per gli Inglesi) e fosforescenti (per i Tedeschi). Gli occhiali da sole sono prevalentemente tondi e assurdi, ma le macchine fotografiche sono in linea con quelle di tutti! :) Pronti a infilarvi le Birkestork e i pantaloncini fucsia a palme gialle e andare alla scoperta del posto? :P

4) CLASSE TURISTICA 4: “L’ITALIANO”. AAAAAAAAAAAAAAAAAh, grandiosa categoria! Questa è una di quelle che odio più di tutte, perchè l’italiano non si fa riconoscere dal vestito, ma dalle urla, dal casino, dalla tamarraggine necrotica che lo attanaglia. L’italiano tamarro e buzzurro che commenta qualsiasi cosa con spocchiosità è caratterizzato dai suoi bei pantaloni lunghi/pinocchietto, dal calzino bianco negli anziani e dalla scarpa ultimo modello Nike “da corsa-anche se non corro-ma sono figo” per i giovani, dalla canottierina aderente con occhiali di Gucci d’oro per le ragazze e dalle maglie senza maniche per gli uomini. Così a volte ti ritrovi tra gruppi urlanti di Turisti italiani che si devono fotografare con qualsiasi cosa, che si devono far urlare contro di non toccare le cose anche quando c’è scritto grande come una casa che è vietato, che parlano in Italiano con camerieri che parlano solo greco e inglese avendo poi da ridire sul fatto che in Grecia il cameriere non parlava italiano (scandaloso!), etc, etc…

5) CLASSE TURISTICA 5: “IL GIAPPONESE”. Categoria orientale, principalmente silenziosa che si muove in gruppi formati da un minimo di 4 persone in su. Sono eterei, dalla carnagione sempre bianca, porcellanosa e pur di proteggerla hanno sempre cappelli a tesa larga e abiti le cui maniche all’occorrenza si possono allungare. Non hanno molte espressioni, ma prevale tra tutte quella di stupore alternata a quella gioiosa di chi ha visto una cosa da fotografare (non c’è distinzione tra negozio, vetrina o monumento). Anche se un tempo erano considerati i “classici turisti”, ad ora sono solo da cosiderare “turisti standard”, che nella loro silenziosità fotografano tutto, in modo da non lasciarsi sfuggire niente.

A che categoria appartenete? :P

E con questa dettagliata “Retrospettiva sul Turista” si conclude la prima parte dei Post-Vacanzieri. Alla prossima con la “Restrospettiva Naturista”  :P

Un film che tratta dell'argomento. Potete vedermi sulla sinistra, sono il cane.

Un film che tratta dell'argomento. Potete vedermi sulla sinistra, sono il cane.

 

Il giorno migliore per andare al cinema non è certo il venerdì. Soprattutto il cinema migliore in cui andare non è certo il WV: stipato di mezzi di trasporto di ogni forma e dimensione (guarda la: un calesse!) e pieno di truzzi urlanti. Ad ogni modo, il caos che circonda codesto posto non è fortunatamente (per questa volta, perchè il sabato solitamente succede) entrato in sala e soprattutto i biglietti gratis hanno pesato sulla scelta del cinema. Il problema è stato la scelta del film: Wolverine. 

 

Wolf è un giovane che nasce con alcune caratteristiche peculiari, come il fratello. Vive con lui scappando da un mondo che non lo tollera. E fin qui. 

Ma poi uno non si spiega come mai, il fatto di essere mutanti li renda anche immortali. Come mai la scelta del regista di scegliere un cantante invece di un attore. Come mai ogni volta che si va a vedere un film di azione debba esplodere qlc (il bosco, il bosco, fai esplodere il bosco!!!!). Come mai, il protagonista sia sempre più sfigato perchè se è triste è meglio. Come mai se tagli la testa a un mutante che spara laser dagli occhi quello continua a spararli e tutto inevitabilmente si risolve in una casuale distruzione (strano, nessuna esplosione!). Come mai ci siano così tanti “come mai” in un film che teoricamente dovrebbe essersi ispirato a un fumetto decisamente bello. 

 

Quando si va a vedere un film ispirato da un fumetto in teoria bisognerebbe entrare in sala con la consapevolezza che non bisogna porsi troppe domande. Quindi apprezzi il film, ridi, capisci che è normale che ci siano determinate cose, come in un film di 007 ci sono inseguimenti assurdi e cerchi di goderti l’ennesima americanata. Ma poi, se il film è bello, non rimani deluso, dall’ennesima scena assurda che viene inserita a caso senza giustificazione. Questo film è così: prendi una buona storia, un buon personaggio e aggiungi cose a caso, senza alcuna logica che rovinano la serietà e la credibilità del tutto. Avrai un pessimo film. 

 

Ora, molti diranno che in fondo non si dovrebbe cercare una logica. Ma la logica in ogni fumetto di super eroi, in ogni film fantastico e così via, c’è. Ci sono molte persone che creano spiegazioni logiche a supporto di queste realtà fantasiose e quindi è normale che ci sia nel film. Ma per fare in modo che un film tratto da un fumetto sia coerente con la sua logica, bisogna anche ricordarsi che il mercato hollywoodiano non sempre ha una logica compatibile con i fumetti. 

 

 

MORALE: A tutti i produttori, sceneggiatori e creatori di pellicole: la prossima volta che prenderete in mano un fumetto e vi piacerà, poi fate lo sforzo di capire anche la logica e la profondità dei personaggi che ci stanno dietro e non pensate per forza al botteghino. Perchè l’unica cosa che otterrete sarà un americanata che ben si distaccherà dal concetto originale. 

 

NB: Fortunatamente non sempre è così! :)  

 

 

Immaginetta rappresentativa del soggetto, mentre fuma.

Immaginetta rappresentativa del soggetto, mentre fuma.

Mentre al di fuori delle mura dell’Odeon imperversa il salone del Mobile e del Design, all’interno di una sala in Art Nuveau separata dalle altre del cinema, si tiene l’anteprima del telefilm  in italiano “True Blood”

Valeva la pena assistere all’anteprima anche solo per il gusto di vederlo in una cornice come quella che si è presentata ai nostri occhi all’ingresso in sala: tappeto rosso, porte lignee intagliate, muri decorati, soffitto a barca con decorazioni e le mitiche poltroncine in velluto rosso tipiche dei cinema d’altri tempi. 

Prendo posto nella penultima fila, nella mia poltroncina n°13, scelta accuratamente  con una bella visuale centrale e aspetto. 

Nell’attesa sfoglio il libro che mi hanno regalato assieme alla spilletta dell’evento e comincio a farmi un idea del racconto. La serie si basa sui romanzi della scrittrice Charlaine Harris e il creatore della serie televisiva è Alan Ball, già creatore del famoso “Six Feet Under”  (attrazione per le cose sottoterra e i morti? :P ). Promette bene anche per il cast e la presenza di Anna Paquin, attrice premio Oscar per “Lezioni di Piano” (era la bambina), come protagonista femminile nel ruolo di Sookie Stackhouse (bel cognome!).

TRRRRRRR TRRRRRRRRRRR!!!! (Rumore del proiettore, il film inizia.)

Dopo 45 minuti di visione posso affermare che anche in questo Pilot si nota quella vena drammatica che contraddistingue molte delle opere di Alan Ball, ma sempre con quel cinismo che tanto piace (MI piace, ammetto!). Il telefilm promette bene, sembra interessante: ben girato, bravi attori, qualche nuovo spunto sui vampiri non fa mai male. Molti sono i punti in comune con Twilight ed effettivamente quest’ultimo libro è stato pubblicato prima: “Twilight” nel 2005 e “Finche non cala il buio” nel 2007 (il libro da cui è tratto il telefilm). Suppongo che uno scrittore legga, quindi è presumibile che alcune realtà siano molto simili… staremo a vedere! 

 

MORALE: Appena ne avete l’occasione e vincete un anteprima, godetevela: fa BUON SANGUE! :)

dalla serie americana...

Locandina Esplicativa

Iniziamo ora una nuova rubrica su questo poco seguito Blog di Provincia: le “RECENSIONI dei FILM”. Mi sono imbattuta ieri sera in un film che mi ha sconvolto profondamente e ha turbato la mia coscienza per un nano secondo: “DRAGONBALL EVOLUTION”.  James Wong ha avuto la brillante idea di dirigere questo strepitoso film, del resto la sua mente ha anche partorito Final Destination III , quindi cosa potevamo aspettarci? 

Il film sembra creato dai produttori dei Power Rangers, si salva poco o niente, dalla fotografia alla trama. Persino i costumi sono terribili. 

 La ricetta per creare un film come questo è: prendere una storia, bella, creata da Akira Toriyama, dimenticarla, inserire dei costumi che abbiano un push up, un protagonista che alle volte sembra uno zombie, delle macchine alla Fast and Furious e delle esplosioni. Prendi il tutto, agitalo a caso, aggiungi colori e chiamalo Dragonball, perchè il nome lo si ha già letto da qualche parte, casualmente. Per condire il tutto aggiungere anche la parola “Evolution” in modo da giustificare i cambiamenti apportati a tutta l’opera originale. Ecco, ora avete un film che persino Bollywood avrebbe diretto meglio, ballando. 

Consiglio 1: andate a vedere il film in un giorno buio e tempestoso, o noleggiatelo quando uscirà. Vista la bruttezza del film quasi quasi potrei anche dirvi di scaricarvelo, ma non sarebbe corretto con le mie idee, quindi vi dirò solo di vederlo nel modo che preferite. Allora, vedete questo “prodotto”, gustatevelo fino in fondo e poi… prendetelo come esempio di tutto quello che il cinema non deve essere. Infine, una volta capita questa lezione e  assimilata, dimenticatelo per il vostro bene (il film, non la lezione). 

Consiglio 2: se il film vi è piaciuto per prima cosa andate a farvi un paio di birre, anzi no, meglio qualcosa di più forte. Andate davanti a uno specchio, chiudete gli occhi e agitate forte la testa avanti e indietro. Sentito niente? 

Ora alzate la testa e fate in modo di illuminarvi con una piccola torcia nella cavità nasale, in modo da vedere fino in fondo. Ripetete la stessa cosa per le orecchie: prendete la pila e illuminatevi le orecchie. Cosa succede? Vedete niente?

Non preoccupatevi, non c’è nulla da vedere perchè siete stati lobotomizzati. Tranquilli. 

 

E con questo è tutto!

Prossimamente: “True Blood” recensione dell’anteprima.

Restate in ascolto! :)  

 

V.

Dodici cm

15cm di acqua che mi coprono gli stivali di gomma mi danno euforia, attraverso di corsa le 4corsie tra corso Como e corso Garibaldi e mi fiondo dall’altra parte della strada. E’ bello sapere di indossare scarpe che non creeranno l’oceano nei miei piedi! Sciaf Sciaf!!! 

Mentre prendo a piedi pari l’ennesima pozzanghera, con la gioia di una bambina di 4anni, mi accorgo che sulle strisce una donnetta impellicciata si appresta ad affrontare l’ardua sfida che le si para innanzi: attraversare! 

Ha le sue Jimmy Choo tacco 12cm di un nero lucido lucido, una bella pelliccia che le sorpassa le ginocchia e un modaiolo colbacco di pelliccia di kiwi che le sovrasta lo scalpo. Il colbacco è per colmare quel senso di vuoto che sente ogni mattina, quando esce di casa, e si manifesta come un leggero venticello fresco che passa da un orecchio e esce dall’altro per mancanza di materia cerebrale. 

Tuttavia il peloso cappello non può colmare la cotal assenza cervellotica e nel contesto si nota da un paio di cose: nevica abbondantemente e lei ha delle Jimmy Choo da 12cm. °_°

La bella mummia dalla pelle color del mogano decide quindi di affrontare l’attraversamento pedonale, con lo stoico portamento da donna che quando la mattina si alza e vede che fuori tutto è coperto di 10 cm di neve pensa: “se metto delle decoltè tacco 12cm sovrasterò il mondo!”. Così eccola che avanza un piede incerto sopra la pozzanghera/fossa delle marianne milanese e con agilità da bufalo fa un saltello verso il centro della strada. Sta per scivolare, ma sfortunatamente la sua borsa Gucci gigante nella mano sinistra si bilancia con la Balenciaga nella mano destra e si crea un modaiolo equilibrio. 

Anche questa volta sembra che tutto si sia concluso per il meglio. Ma la Milano innevata è sempre piena di sorprese e il pavè è sempre pronto a ricordare alle modaiole donnine snob che un tacco 12, se a spillo, col ghiaccio scivola e nel pavè si incastra anche in un giorno di sole (se non si sta attente!). Quindi ecco che la vendetta del tempo e dell’abbigliamento sbagliato si scaglia sulla donna pelosa, il tacco si incastra e per mantenere l’equilibrio il piede destro finisce in una pozzanghera che supera i 12cm… 

MORALE: che belli i miei stivaletti di plastica! :) Sciaf! Sciaf!!! C’è una moda per ogni tempo e ogni situazione! :P

2009!

BUON 2009! 

Apriamo l’anno con qualche novità: guerra sulla striscia di Gaza, neve per l’inverno e il famoso calciatore Cannavaro che dice che Gomorra rovina l’immagine dell’Italia. 

Ora, analiziamo quest’ultimo punto: Cannavaro fa il calciatore. Dal dizionario: sm l’atleta che pratica il gioco del calcio. Ecco. Non c’è scritto “Opinionista” (voce che tra le altre cose non produce nemmeno risultati nelle voci del vocabolario, quindi almeno fa qualcosa di classificabile come il calciatore, ma vabbè.), “Politico”, o altro. Fa il calciatore. Calcia una palla. Ora, escludendo che io ODIO il calcio, come può, un uomo che dedica la sua vita a correre dietro a un pallone, esprimere un idea sull’immagine dell’Italia e finire in prima pagina al Corriere della Sera?  

Ma fosse un idea del kaiser potrei capirla, potremmo riderne! Invece no, lui afferma con sicurezza che “GOMORRA” rovina l’immagine dell’ITALIA!!!!! AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAH!!! Oddio mi viene da piangere… Snif! OK, sono tornata in me. Cioè, fatemi capire, lui afferma, LUI (Cannavaro sig.Calciatore) che il film che denuncia il clan REALE dei Casalesi, rovina l’immagine dell’ITALIA? Oh, CANNAVA’? Ma va che il film denuncia una realtà italiana! Sai cosa vuol dire “denunciare”? Ecco… appunto, vai a vederlo sul dizionario e poi magari impara a stare zitto invece di sparare cazzate. Ma poi, dico io, il giornalista che ha riportato l’articolo, non poteva starsene zitto pure lui?! 

BUON INIZIO 2009 A TUTTI! :)

La pioggerellina mattiniera mi ha riportato bruscamente con i piedi per terra: siamo in autunno. La cosa mi crea un notevole movimento valvolare interno che mi piace assai assaporare. Amo l’autunno. 

Metà della popolazione milanese non sa cosa sia la “vibrazione valvolare autunnale” e non sanno cosa si perdono. Tutto perchè, si lamentano della pioggerellina, del lieve freddo, dei san pietrini scivolosi, dell’Ecopass, dello Smog, dei semafori, e della vita in generale. Il milanese che si considera figo è quello che ama il caldo, la movida e si fa la lampada 12 mesi l’anno perchè così si sente in estate. In realtà ai più, il povero apparirà come una povera mummia rinsecchita che va sempre in giro con un paio di occhiali da sole perchè la sua retina è stata bruciata dalle troppe lampade e se la tira da qui a oltranza. Io sono l’opposto. Quindi amo l’autunno, l’inverno e in generale i mesi freddi. 

Milano col freddo ha due tonalità di colore: il nero e il grigio. Che poi in realtà non sono colori, ma fa niente, diciamo che se dovessi far stampare Milano, direi al tipografo che è una tonalità di K:100% e se chiaro, una tonalità di K:55%. Ma vabbè. 

Tornando a noi, Milano ha questo colore perchè oltre allo smog (provate a respirare in via Crivelli alle 18… vi sfido!), al cemento e allo sporco, anche l’umore degli abitanti è così. I milanesi fanno diventare milano grigia appena comincia il freddo. 

Per combattere questa mania imperante di non colori, ho comprato un cappotto rosso, delle calze a righe assurde, un cappello verde e un portafoglio giallo. Inoltre mi vesto sempre con mutande assurde, così se ci penso rido! 

Sapete, i milanesi camminano guardando per terra perchè devono evitare le cacche. Un bel marrone per la maggior parte delle volte. In ogni caso, potremmo fare tutti i veterinari perchè ormai analizziamo cacche dalla mattina alla sera… cmq… camminano guardando per terra, sempre seri e sempre depressi. Da qui il colore sempre grigio. 

Se poi ci parli la maggior parte dirà prima tutte le cose di cui è scontenta e poi magari si ricorderà che è scontenta anche di se stessa e poi, così per gratitudine, dirà che è scontenta anche di voi. Da qui il grigio.

Io sorrido alle persone grigie e le sconvolgo. Cammino guardando in alto, scoprendo colori e balconi che sono più verdi dei giardini di Palestro e mi viene da sorridere. Col freddo non devo preoccuparmi di sudare, posso camminare e ammirare tutto quello che il milanese doc non vede. Anche i milanesi stessi, che tra loro si ignorano. Ovviamente, prima, controllo che per la mia strada non ci siano cacche… poi mi armo di una buona dose di fortuna! :P

MORALE: I milanesi creano un alone di smog di pensiero tutto intorno a loro, creando una città grigia. Ma la realtà è ben diversa. Quindi, forse, è il caso di smilanesizzarsi un po’ e cominciare e ricordarsi che i colori che vediamo, dipendono anche da come ci sentiamo.

Budino al sole

Mi squaglio come se fossi fatta di mousse lasciata sul davanzale. Inizio a camminare allegra e ignara al sole e poi, pian piano, inizio a sciogliermi. E’ un casino continuare a camminare quando ci si scioglie, si tira su lo sporco da terra, tutti ti guardano male e ti schiacciano. Il casino è se diventi una pozza d’acqua: li devi aspettare che un anima pia ti salvi. Oppure se ci pensi prima, puoi entrare in un enorme ciotola che di solito ti porti dietro e poi aspettare…

Sul treno, i carri bestiame sono fatti di lamiera. L’aria condizionata è un optional che a noi poveri animali non è concesso e 58€ al mese non bastano a sostituire le poltrone di lana. Sul vagone, se sei un budino, è la fine! In caso ti fossi preservato fino al treno, li non sopravviverai: caldo, afa, niente aria, niente ossigeno, sole, sedili di lana, insetti vaganti, ritardi, soste inaspettate al sole, etc. In questo caso, la comoda ciotola portatile ti salva.
Il problema nasce nel momento in cui devi scendere dal treno…

I budini hanno anche molti altri problemi, uno è: la prova costume!
La prova costume è un traguardo che a Natale, mentre mangi il tuo panettone seduta sul divano, avvolta nel tuo maglione, è lontanissima. Si avvicina pian piano e lentamente e poi ti coglie a giugno di soppiatto: ARGH! Ti svegli da questo torpore invernale (perchè si sa: “non ci sono più le mezze stagioni” cit. dalla nonna) e ti ritrovi in mutande proiettata dinnanzi ad uno specchio: AAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH! Ma cos’è quella protuberanza bianca che ho li davanti???!!! No,no, non quelle due, sotto!!! °_° Ah, fiuu, è solo la pancia! AAAAAAAAAAAAAAAAH! E’ la mia panciaaaaaaaaaaaa!!! Ma com’è possibile che sia la mia panciaaaaaaaaa???

La presa di coscienza è dura e dolorosa. Già, perchè da brave donne di città che lavorano, noi ci siamo cullate nei nostri ricordi passati, ci siamo concesse maglie coprenti e dolci gustosi e siamo rimaste con quest’idea della pancina carina che avevamo… già… avevamo! Ma diciamocelo: chi aveva voglia di fare addominali tutte le sere, al ritorno da una giornata di lavoro a Milano, dopo ore di treno, sveglia all’alba e ritorno alle 20?! Ecco, forse voi, io… no!:P
Quindi un po’ me la sono cercata, lo ammetto.

Il budino torna quindi al suo problema: la prova costume!
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAH! °_° (è dura da accettare!) Beh, dicevo: il costume. Il costume è qlc di accessorio, lo usi 1 settimana l’anno e cerchi quello perfetto per 3 mesi, strenuamente. Provi di tutto, dimenticandoti che a te, non sta bene come alla modella sulla pubblicità. Che porti una coppa D, non una B. Che sei una 42, ma sei tappa. Che… ma quanti che ci sono? Beh, essere donne, è veramente dura! Soprattutto quando il principale che è: che ti fai troppe seghe mentali! :P

Morale: Le donne sono piene di seghe mentali, in estate aumentano esponenzialmente. Pazientate…


Fsssssssssssh!
Ecco, la mia pelle inizia a squamarsi al sole e come ogni anno, a Maggio, mi trasformo in una lucertola e inizio a stare sui muri per godere dei raggi solari. In effetti oggi al lavoro ho scioccato diversi passanti ignari della mia trasformazione… beh, vedere una giovane ragazza adesa al muro che sibila è abbastanza normale, no?!

A proposito di sole, c’è da dire che forse non tutti sanno che con l’arrivo dell’estate si alza la temperatura (incredibile vero?) e ogni essere che può inizia a fare la muta: i gatti perdono il pelo (è il momento di raccoglierlo per le pellicce autunno inverno), i serpenti cambiano pelle, gli esseri umani si ritrovano ignari in pantaloni corti e bikini.

Dopo la muta c’è la migrazione: le rondini vengono qui, gli esseri umani si spostano unitariamente verso luoghi più ventilati (mare, montagna o il frigo per chi è più sfortunato o vuole spendere poco).

E proprio sulle spiagge inizia un fenomeno inarrestabile: il gossip sulla cellulite! °_° Sono contenta di non essere famosa per diverse ragioni, una è il sedere! Sarebbe uno stress terribile dover continuamente viaggiare con uno specchio posto alla base delle mie caviglie rivolto perso l’alto e sul mio didietro per poter sempre controllare lo stato del mio culo! Già naturalmente mi pongo delle paranoie inarrestabili sul mio aspetto in quanto donna, se poi fossi famosa alla fine avrei un esaurimento nervoso!
Ma soprattutto mi sovviene ogni volta che apro il giornale e leggo titolo: “Il lato A della tizia XXX supera la prova costume, ma il suo lato B no” , una domanda: “Ma a me dell’evolversi della cellulite della cotal tizia, che me ne frega?!”
Chiariamo un piccolo punto basilare per la comprensione della donna:  TUTTE e dico tutte le donne comprese quelle che sembrano uscite dalla schiuma del mare (Venere ndr) hanno la cellulite. E’ una cosa che si può combattere per tutta la vita, ma che non si vincerà mai. Quindi mettiamoci il cuore in pace, diamole un nome e conviviamoci chiacchierando con lei del più e del meno. Io lo faccio e spendo meno che andare dallo psicologo…

Morale: Le donne non si rassegneranno mai a combattere la buccia d’arancia (avete provato con il metodo BIO?) perchè vorrebbe dire che non esistono speranze e gli uomini continueranno a pensare che la buccia d’arancia è una parte di frutto (in effetti ho visto donne spalmare la crema prima sul frutto per vederne gli effetti e poi su di loro. Sul frutto funziona.).

Buon inizio estate e buon inizio degli articoli sui bikini!:P

Miii! Miii! Miii!

” Smirf! Smiii! Smiiiiiiii! Smirf! “

Con fare seccato il piccolo criceto guarda la finestra, dannazione c’è il vento! Ed è freddo per giunta! Gli arrufferà tutto il pelo! 

 

” Fuuu Fuuu Fuuuuuuuuu!!! “

Il criceto passa dalla finestra allo specchio e usa la sciarpina che ha con se per ripararsi le orecchiette, è pronto a tornare a casa e affrontare il vento sulla strada.

 

” Miiii…”

Ma anche se il mondo attorno al piccolo criceto gira come al solito, in lui qualcosa resta ferma su un unico altro pensiero, un pensiero che si riassume in un “Miii” nel suo cuore. Il criceto segue il movimento del mondo, ma il suo cuore resta sempre rivolto a colui che risponderà al suo “Miii”.

 

Morale: ogni tanto ci si sente soli, ma non lo si è mai in realtà. Al “Mii” che ho nel cuore, se tendo l’orecchio, so che risponderà un altro “Mii”. E’ una certezza che mi riempie l’animo. La morale non so se c’è, è più un post per dire grazie di questo “Mii”. Si, lo so, è un post melenso. Ma ogni tanto ci vuole! :P

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